Versilia, una settimana ricca di conoscenze, storie, racconti, emozioni e nuove amicizie.
Ma prima di partire dal principio del mio viaggio, voglio parlarvi del Carnevale di Viareggio che mi ha colpita e affascinata più che mai. Per chi non lo sapesse, Viareggio oltre lo splendido lungomare e la zona del porto turistico è molto famoso per il suo Carnevale; un carnevale fatto col cuore che viene tramandato da generazione a generazione tra i maestri carristi e tutta la gente che ogni anno partecipa a questa fantastica e imperdibile manifestazione. Grazie a Silvia Ceriegi ho fatto tappa con altre blogger alla Cittadella del Carnevale di Viareggio , dove abbiamo avuto il piacere di scoprire le tradizioni, le tipologie e la filosofia che usano per un interno anno i maestri del mestiere. Quando sono arrivata al parcheggio non ero emozionata, si ok amo il carnevale, ma non avevo aspettative particolari. Io ero tra quella fetta di persone che conoscevano Viareggio per il lungo mare e per il carnevale più famoso d'Italia, che non mi ero mai interessata su come fosse. Credetemi, non mi aspettavo niente di maestoso, ma ho dovuto ricredermi. Una volta entrata nel piazzale che sembrava un anfiteatro, non ho potuto fare a meno di spalancare gli occhi e ammirare queste opere d'arte che avevo difronte a me, posizionate in vari hangar.
Ma prima di partire dal principio del mio viaggio, voglio parlarvi del Carnevale di Viareggio che mi ha colpita e affascinata più che mai. Per chi non lo sapesse, Viareggio oltre lo splendido lungomare e la zona del porto turistico è molto famoso per il suo Carnevale; un carnevale fatto col cuore che viene tramandato da generazione a generazione tra i maestri carristi e tutta la gente che ogni anno partecipa a questa fantastica e imperdibile manifestazione. Grazie a Silvia Ceriegi ho fatto tappa con altre blogger alla Cittadella del Carnevale di Viareggio , dove abbiamo avuto il piacere di scoprire le tradizioni, le tipologie e la filosofia che usano per un interno anno i maestri del mestiere. Quando sono arrivata al parcheggio non ero emozionata, si ok amo il carnevale, ma non avevo aspettative particolari. Io ero tra quella fetta di persone che conoscevano Viareggio per il lungo mare e per il carnevale più famoso d'Italia, che non mi ero mai interessata su come fosse. Credetemi, non mi aspettavo niente di maestoso, ma ho dovuto ricredermi. Una volta entrata nel piazzale che sembrava un anfiteatro, non ho potuto fare a meno di spalancare gli occhi e ammirare queste opere d'arte che avevo difronte a me, posizionate in vari hangar.
Per Viareggio e i viareggini il Carnevale è un punto di forza, lavoro, tradizione e sogni. Ho avuto il piacere di parlare con i costruttori di tali meraviglie ed ho scoperto che dietro ad un carro colorato, allegro e ricco di emozioni, c'è la fatica e l'impegno di creare bozzetti e modelli vincenti, che una volta approvati danno vita ad un vero spettacolo. Ho conosciuto i Fratelli Cinquini che si sono raccontati con "Io sono Dio", ossia il loro carro che rappresenta il fallimento della comunicazione globale davanti ad uno strumento potente, quello dei social, che l'uomo usa per mettere in mostra l'essere migliore. Ma non è finita qua, ci hanno fatto entrare dentro al carro con estrema tranquillità ed io ne ho approfittato per salirci fino in cima. Quando diceva che ogni carro ha un'anima e una regia, non mi era chiaro il concetto, ma una volta salita, ammirando ogni sfaccettatura, solo li ho capito cosa voleva dire! Subito dopo ho conosciuto Fabrizio Galli , vincitore del Carnevale 2016 che fin dall'inizio con occhi sognanti ha iniziato a raccontare di quanto ha creduto nella sua idea e dei numerosi successi e premi vinti dalle generazioni passate. Insomma un carro più bello dell'altro che potete ammirare durante tutto l'anno se vi trovate a Viareggio.
Nella sommità della piazza, si trova il Museo della Cittadella che vuol essere una specie di scrigno della memoria, dove i visitatori possono cogliere e comprendere la spettacolarità del Carnevale di Viareggio. Ho fatto un giretto veloce e chi mi ha seguita sui social ha potuto vedere il tutto in diretta. Nella prima sala si possono osservare i dettagliati bozzetti e i modelli dei carri migliori; mentre una volta entrati nel vivo dell'esposizione, sono le materie prime dell'esperienza carnevalesca a diventare protagoniste. La Fondazione del Carnevale, oltre un mettere a disposizione la visita del museo, organizza dei percorsi tematici per bambini e ragazzi.
La Cittadella è facilmente raggiungibile, ci sono moltissime indicazioni che guidano a destinazione. La strada che porta al carnevale è segnata da rotatorie con al centro statue che richiamano la tradizione carnevalesca così importanti per i viareggini e per i turisti. Devo ammettere che non pensavo ci fosse cosi tanto lavoro dietro a carro, ma soprattutto la cosa che mi ha lasciata sconcertata e mi ha fatto rimanere totalmente senza parole, è che ogni fine estate i carri vengono distrutti per dar spazio alle creazioni nuove. Io che non butto via nemmeno la rivista che ho acquistato anni fa, soffrirei enormemente nel veder distruggere il mio duro lavoro di mesi e mesi; ma loro ci sono abituati ormai e vivono per creare sogni, aspettative ed emozioni sempre più fresche, nuove e coinvolgenti. Sicuramente il prossimo anno non mi perderò il periodo del Carnevale a Viareggio, sarà come vivere nel paese dei balocchi!











